“La tonnara della Chiappa ha rinomanza in tutta la Liguria.

Poche pesche invero sono così emozionanti come quella del tonno.Questo compare nel golfo a branchi dall’ aprile, epoca degli amori quando risale alla superficie del mare dalle grandi profondità in cui abita per cercare calore e luce allo sviluppo della prole.

Per quel tempo i pescatori hanno già preparato immense reti fisse dette appunto tonnare, […] le quali debbono sbarrare la via al pesce ed incanalarlo verso le reti principali.

[…] Quando tutto il branco che si compone di centinaia di tonni, è entrato nella tonnara, viene spinto nella camera della morte ed allora è il momento della mattanza […] una rete posta sul fondo viene sollevata a forza di braccia dai pescatori, muniti di fiocina, montati a bordo delle barche disposte tutt’intorno.

[…] i tonni danno balzi vigorosi ma ormai per essi non c’è più scampo perché vengono feriti, uncinati colla fiocina e issati a bordo.

[…] Alla tonnara si è da tempo aggiunta la lampadara.

Quando la sera avvolge tutte le cose nell’ombra ecco apparire qua e là disseminati per l’ampia distesa del golfo, dei punti luminosi […] Sono le lampadare.

Il potente riflettore, manovrato a dovere, getta sulla cupa superficie un fascio di luce […].

Le acciughe attratte da quella forza lucente si arrestano nel laccio insidiatore del mestiere calato a fondo quando il chiaro fascinatore ne ha radunati quanti sciami più è possibile comincia il momento della leva.”


(Don Lavarello, 1873-1934, Memorie, S.Nicolò – Capodimonte)

La tonnara continua a pescare, raramente tonni più spesso palamite, lecce, a volte spada, e altro ancora. Per alcuni anni fu inattiva, poi Giuseppe Bozzo podestà di Camogli, la riattivò nel 1937. Negli anni ’45-’55 furono pescati dei grossi pesci, tra cui martello, un pescecane di 1400 Kg, una manta, una sfargide (una gigantesca tartaruga, 480Kg, senza guscio), anche in tempi recenti più di una balenottera è rimasta impigliata nelle reti.

Le lampare continuano a pescare acciughe, sardine e altro a seconda della stagione, in estate i ricercati calamaretti. Sono praticate anche pesca con palamiti, nasse, tremagli e altre reti.

Da oltre 150 anni viene praticata anche la pesca con la mugginara. È una rete con barca fissa e barca mobile che viene posta vicino alla costa di ponente della Punta. C’è una postazione in pietra in alto sulle rocce da cui un uomo controlla il passaggio dei pesci. Quando vede il branco avverte i pescatori sulle barche che chiudono la rete. Pescano non solo muggini ma anche ricciole, mormore, branzini.
La costruzione della Cooperativa pescatori è stata trasformata in museo della pesca, visitabile nei mesi estivi

Associazione culturale Ziguele
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