Eugenio Bozzo, (15 maggio 1911 – 15 luglio 2003) ha lasciato una registrazione con un racconto dell’alluvione del settembre 1915.

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Alla mattina piovigginava, improvvisamente è venuto buio ed è caduta una enorme quantità d’acqua in brevissimo tempo, dal monte sono venute giù grandi quantità di pietre e terra trascinate dall’acqua e si sono create numerose frane.

La casa degli Scogli Grossi è rimasta in piedi tra due grandi frane e tutti quelli che erano in casa tra cui il piccolo Eugenio sono stati tratti in salvo da Antonio Bozzo (Guerin) del Mulino, che li ha presi dallo scalo e depositati sotto il Mulino, si sono poi rifugiati dai parenti nella villa Davidin du Mou.

Una grande frana era venuta anche nella zona al di là del Mulino verso Camogli, dove alcune case sono rimaste allagate e gli occupanti si sono rifugiati dai parenti nella zona del Generale.

Contemporaneamente anche a San Fruttuoso si è verificata una precipitazione tale d’acqua che ha trascinato a valle grandi quantità di terra e pietre che ha portato via il fronte della chiesa e un pezzo della casa di fronte. Nello stesso tempo si è creata la spiaggia, che c’è tuttora, dove invece prima l’acqua arrivava fin sotto le arcate dell’Abbazia.