SECONDO APPUNTAMENTO NICCOKERMESSE

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Myricae. Remo Bernardello e Alberto Girani

a cura di Flavia Motolese

Foto di Alberto Girani

Remo Bernardello e Alberto Girani sono due dei fotografi naturalisti di maggior rilievo in Liguria, sia per l’esperienza maturata – hanno dedicato gran parte della loro carriera a studiare le particolarità del nostro territorio,  testimoniando con le loro fotografie la varietà della flora e della fauna locali – sia per la loro capacità di catturare la natura, in tutta la sua complessità e bellezza. Da anni stanno lavorando alla preparazione di un volume sugli arbusti del Parco di Portofino e questa mostra deriva proprio da questo progetto, non limitandosi però alla flora locale, ma estendendosi anche a quella di altri paesi per stabilire confronti e analogie.

Il titolo Myricae richiama il verso della IV Bucolica di Virgilio Non omnes arbusta iuvant humilesque Myricae (Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici), ripreso da Pascoli per l’omonima raccolta di poesie.

La scelta non è casuale perché Bernardello e Girani, con queste foto, ricalcano in qualche modo l’intento pascoliano di voler instaurare un fitto dialogo con il mondo delle piccole cose della natura, carico di significati simbolici.

 

Per capire la realtà circostante è necessario soffermarsi a guardare in profondità partendo da ciò che forse appare più umile, ma ne rappresenta in realtà il fondamento. Gli arbusti sono piante perenni e, per le loro caratteristiche intrinseche, sono connaturate al suolo da cui nascono, rappresentando così delle chiavi di lettura ideali per analizzare e capire un territorio.

L’obiettivo principale della mostra è proprio quello di indurre lo spettatore ad osservare il paesaggio cercando di coglierne tutti i preziosi dettagli.

 

 

Foto di Remo Bernardello,

Le fotografie, oltre la componente descrittiva, offrono allo spettatore un’inedita intuizione di prospettiva: le inquadrature ravvicinate o che si focalizzano su un particolare colto nella fugacità irripetibile del momento, così come le panoramiche e gli scatti in cui la profondità di visione  permette di contestualizzare la collocazione degli arbusti creano quella giustapposizione di elementi visivi e percettivi in grado di suscitare un senso della vita carico di meraviglia e gratitudine.